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Colori proibiti – Yukio Mishima

Vecchiaia e giovinezza, tradizione e novità, bruttezza e bellezza.

Dualismi che caratterizzano l’intera vicenda raccontata da Yukio Mishima in Colori proibiti (1951) – il cui titolo originale, Kinjiki, può stare ad indicare sia quei colori che, nella corta imperiale, erano riservati ai membri di alto rango, sia, eufemisticamente, l’amore omosessuale.

Shunsuke, vecchio scrittore contraddistinto da una forte misoginia, conosce Yuichi, un affascinante giovane e personificazione dei suoi ideali di bellezza e purezza.

Venuto a conoscenza dell’omosessualità di Yuichi e della sua riluttanza a ad avere rapporti con il sesso femminile, Shunsuke decide di fare con lui un patto: Yuichi sarà pagato per ingannare e far soffrire ogni donna che incontra.

Leggere le parole con cui Shunsuke si rivolge all’altro sesso, percepire quella sua frustrazione che lo porta a isolarsi nel suo mondo costituito da una continua ricerca di spiritualità e da un costante odio, può far arrabbiare tanto quanto l’evoluzione psicologica del personaggio di Yuichi.

Conscio della sua bellezza e del fascino che è in grado di esercitare su entrambi i sessi, il suo viaggio lo porterà alla scoperta non solo della sua sessualità, ma soprattutto alla formazione di una personalità da profondo narcisista ed egoista: un uomo che non ha pietà di nessuno, che segue solo e soltanto i propri istinti, i propri desideri.

Viene messo così in luce un Giappone che si appresta a rincorrere l’Occidente ma che rimane, in fondo, ancora profondamente legato alle vecchie ideologie, un Giappone in cui la comunità om0sessuale vive di notte, nascosta dagli occhi di tutti.

Da tanti elogiato come uno dei capolavori più rappresentativi dell’opera di Mishima, io devo ammettere che, purtroppo, non sono riuscita ad apprezzare questo romanzo.

Il concetto e i dualismi che ben rappresentano il pensiero dell’autore, la particolarità della trama, sono elementi che fin dall’inizio mi hanno incuriosita e spinta a leggere questo testo, di cui, per quanto abbia odiato i protagonisti, ho apprezzato la loro caratterizzazione; MA…

… credo che si dilunghi un po’ troppo in digressioni pseudofilosofiche che non fanno che rallentare il ritmo e rendere ostica la lettura. In poche parole, con circa 200 pagine in meno, la mia valutazione sarebbe stata ben diversa.

È il mio quarto Mishima ma è il primo a cui do una valutazione negativa. Sarà per la prossima!

Dettagli libro:

Titolo: Colori proibiti
Autore: Yukio Mishima
Traduzione:
Editore: Universale Economica Feltrinelli
Pagg.: 490
Prezzo: 15€ (cartaceo)
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